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  L’IMPATTO DELL’EURO SUI PREZZI IN EUROPA
Autore: Marco Mancinelli
Società: PLUS srl - Perugia


Premessa: l’arrivo dell’Euro
L’introduzione dell’Euro, cioè della moneta unica europea, ha segnato una svolta epocale nelle transazioni all’interno dell’Unione Europea, una svolta che coinvolge i rapporti commerciali sia tra le imprese (business to business) che tra le imprese ed i consumatori (business to consumer). Dall’1 Gennaio 2002, la comparsa delle nuove banconote e delle nuove monete (e monetine) è entrata a pieno titolo nella nostra vita quotidiana. Scopo dei Paesi europei aderenti all'Unione Economica e Monetaria è stato il miglioramento delle modalità degli scambi all'interno del mercato unico europeo. In effetti, la moneta unica è stata introdotta per eliminare i costi per le transazioni internazionali che avvengono all’interno di Eurolandia, costi che, prima dell’1 Gennaio 2002, erano imposti di fatto dalla necessaria conversione delle diverse monete nazionali. L’avvento dell'Euro è stato studiato anche per eliminare i disagi ed i costi imputabili alle variazioni dei tassi di cambio che complicavano lo svolgersi degli scambi commerciali tra aziende di Stati diversi e che, allo stesso tempo, creavano problemi anche sul versante degli investimenti.
In ambito commerciale, il vantaggio pratico che si prevedeva come immediatamente più tangibile sia per il consumatore che per l'impresa era riferito ad un aspetto centrale della vita economica, cioè all'inflazione, il cui livello dovrebbe essere tenuto sotto un controllo più incisivo per effetto di diversi fattori indotti dall'introduzione della moneta unica: primo fra tutti per importanza, il fattore in base al quale i prezzi dovrebbero stabilizzarsi, essere più trasparenti e, dunque, consentire una maggiore concorrenza. Sono nati molti dibattiti e molte discussioni, anche particolarmente accesi: il livello dei prezzi, spesso è stato percepito come crescente, inducendo molti attenti osservatori dell’economia e molte associazioni dei consumatori a puntare il dito nei confronti di ciò che si sarebbe innescato all’interno del mondo degli acquisti, cioè un rialzo dei prezzi, soventemente sospettato di essere ingiustificato. Il dibattito è tuttora in corso, anche per i riflessi di tale rialzo sull’andamento dell’inflazione che preoccupa non soltanto gli operatori economici ma anche e soprattutto il nutrito popolo dei consumatori: ovviamente, la questione è interessante anche al di fuori dei nostri confini nazionali e, dunque, all’interno dei nostri partners di Eurolandia.


Impatto dell’Euro sul livello dei prezzi:
ricerca e metodologia

Per ottenere una fotografia comparativa della situazione, abbiamo realizzato un rilevamento dei prezzi relativi ad un ipotetico carrello della spesa composto da sei prodotti di marca non in offerta ed escludendo sia i cosiddeti prodotti di primo prezzo (quelli proposti al pubblico dai discounts) che i prodotti a marchio (quelli, cioè, messi in vendita con il brand delle catene distributive). Il rilevamento è stato effettuato nel periodo compreso tra il 14 d il 18 Gennaio 2003 ed è stato realizzato dai nostri incaricati presso i seguenti punti vendita: Ipercoop di Vignate (in provincia di Milano), Spar Center di Monaco di Baviera (Germania), Carrefour La Maquinista di Barcellona (Spagna), Hypermarket Albert Heijin di Amsterdam (Olanda) e Auchan Centre Deux di Lione (Francia).
I prodotti di largo consumo interessati al suddetto rilevamento prezzi sono stati i seguenti:
1. pasta alimentare, confezione da gr. 500
2. Nutella, confezione da gr. 750
3. Coca-Cola, bottiglia da lt. 1,5
4. Detersivo per lavatrice, 18 misurini
5. Doccia schiuma, confezione da ml. 250
6. Dentifricio, confezione da ml. 100


Carrelli della spesa a confronto: Europa del nord più cara, Europa del centro-sud più conveniente
Il dato generale relativo alle cinque città europee e che emerge dai rilevamenti evidenzia una spesa media per i sei prodotti che ammonta a 15,10 Euro. La spesa per il suddetto carrello nel punto vendita a Vignate ammonta a 13,96 Euro, a Monaco 17,06 Euro, a Barcellona 14,72 Euro, ad Amsterdam 16,87 Euro ed a Lione 12,88 Euro. Dunque, il dato più accentuato è quello relativo al punto vendita tedesco; quello con il totale più basso riguarda il punto vendita francese. Risulta una differenza che sembra dividere la situazione del livello dei prezzi in Europa del nord (Germania e Olanda, le più care) ed in Europa del centro e del centro-sud (Francia, Italia e Spagna le meno care).
Coerentemente, il dato è confermato dallo scostamento rispetto alla spesa media di 15,10 Euro: Germania +13%, Olanda +11,70%, Spagna –2,50%, Italia –7,50% e Francia –14,70%. Questo è un dato generale interessante che pare segnalare un diverso trend del costo della vita nei Paesi europei che sono stati oggetto del nostro rilevamento.


Confronto tra prodotti: un piatto di spaghetti costa di più per i teutonici
Per quanto riguarda la confezione da 500 grammi di pasta alimentare, risulta che il prezzo più alto viene praticato dal punto vendita di Monaco di Baviera (2,99 Euro); seguono, per ordine decrescente di prezzo, Barcellona (1,64 Euro), Amsterdam (1,64 Euro), Lione (0,85) e Vignate (0,83 Euro). Trattandosi di un alimento prodotto in Italia, il punto vendita Ipercoop di Vignate risulta offrire un prezzo al pubblico certamente più conveniente rispetto ai punti vendita tedesco, olandese e spagnolo. Pressoché allo stesso livello di convenienza si attesta l’Auchan di Lione: si denota, probabilmente, una più datata penetrazione del prodotto italiano (spaghetti) sul suolo francese che consente di praticare un prezzo molto più contenuto rispetto a Germania, Olanda e Spagna.


Confronto tra prodotti:
la Nutella è un piacere più costoso in Olanda

Inerentemente al vasetto da 750 grammi di Nutella, è l’Hypermarket Albert Heijn di Amsterdam a praticare il prezzo più elevato (3,41 Euro); seguono il Carrefour La Maquinista di Barcellona (3,28 Euro) ed i più convenienti Ipercoop di Vignate (2,99 Euro), Spar Center di Monaco e Auchan Centre Deux di Lione (entrambi 2,96 Euro).


Confronto tra prodotti:
la Coca-Cola ha omogeneità di prezzo

I prezzi rilevati in relazione alla bottiglia da 1,5 lt. di Coca-Cola si presentano praticamente omogenei in quanto non si riscontrano differenze particolarmente significative: a Vignate costa 1,55 Euro (la più cara), a Monaco 1,12 Euro (la meno costosa), a Lione 1,13 Euro, a Barcellona 1,15 Euro e ad Amsterdam 1,17 Euro. Si tratta di un prodotto e di un brand largamente diffusi e notoriamente distribuiti in maniera capillare: il relativo ed alto livello di consumo consente da tempo una sostanziale omogeneità nella penetrazione commerciale che si riflette anche sul livello praticato dei prezzi. Un prodotto, questo, inserito davvero in un’ottica globale.

Confronto tra prodotti:
in Olanda, il detersivo per lavatrice costa di più

Il detersivo per lavatrice (18 misurini) viene venduto a 6,99 Euro presso il punto vendita olandese (è il prezzo rilevato più alto), a 4,8 Euro presso quello spagnolo, a 4,79 Euro presso quello tedesco, a 4,11 Euro a Vignate e a 3,18 Euro presso l’Auchan di Lione (quest’ultimo prezzo è il più conveniente). Si conferma ancora una volta il maggior livello dei prezzi nel punto vendita della città olandese.


Confronto tra prodotti:
usare il doccia schiuma costa di più in Olanda

La confezione di doccia schiuma da 250 ml. viene proposta ai consumatori a 2,79 Euro ad Amsterdam, a 2,55 Euro a Monaco, a 2,49 Euro in Italia, a 2,47 Euro in Francia ed a soli 2 Euro in Spagna. Amsterdam si rivela ancora la più cara, seppur in questo caso di poco rispetto alle altre località europee considerate.


Confronto tra prodotti:
il dentifricio costa di più in Germania ed in Francia

La confezione di dentifricio da 100 ml. costa ben 2,35 Euro a Monaco di Baviera, 2,29 Euro a Lione, 1,99 Euro a Vignate, 1,85 a Barcellona e 1,36 ad Amsterdam (per una volta, la meno cara in assoluto nel nostro carrello della spesa di prodotti di largo consumo).


Disparità nel livello dei prezzi:
il brand globale allinea i prezzi più dell’Euro

Dai risultati della nostra rilevazione nei cinque punti vendita localizzati in cinque aree importanti di Francia, Italia, Germania, Spagna e Olanda, abbiamo constatato che emerge una significativa differenza del costo complessivo dei carrelli della spesa a seconda che essi si riferiscano a Paesi del centro-sud o del nord Europa. Il punto vendita di Amsterdam, per ben 3 prodotti (Nutella, doccia schiuma e detersivo in particolare) presenta un costo nettamente più elevato, seguito dal punto vendita di Monaco di Baviera che, anche se presenta un costo più elevato soltanto in relazione a 2 prodotti (pasta alimentare e dentifricio), risulta avere l’ipotetico carrello della spesa più costoso in assoluto: infatti, a Monaco di Baviera il costo del nostro piccolo paniere di prodotti di largo consumo ammonta a 17,06 Euro mentre ad Amsterdam ammonta a 16,87 Euro (rispettivamente, hanno uno scostamento del +13,00% e del +11,70% dalla spesa media riferita alle cinque città e che equivale a 15,10 Euro). Non va trascurato il dato relativo al prodotto Coca-Cola: come abbiamo accertato, non sono state rilevate particolari differenze di prezzo tra le superfici di vendita visitate dai nostri incaricati. Si tratta di un brand che da molto tempo ha fatto la sua comparsa nel continente europeo, entrando incisivamente nelle abitudini di acquisto dei consumatori dell’attuale Eurolandia. Dunque, si può affermare che il fattore che maggiormente favorisce l’allineamento europeo del livello dei prezzi praticati in relazione ad un determinato prodotto/brand è la distribuzione e penetrazione commerciale di quest’ultimo: un fattore che, al momento, se consideriamo i risultati effettivi della nostra ricerca, pare avere un peso più significativo rispetto all’introduzione della moneta unica europea.


Non tutte le marche hanno una uguale distribuzione nell’attuale “Global Time”
Il nostro rilevamento internazionale dei prezzi in Euro è stata anche un’interessante occasione per ottenere un ulteriore dato significativo che riguarda la distribuzione dei brands nelle superfici di vendita europee: in un’epoca definita come globale, di mercati aperti e di distribuzione dei prodotti a 360 gradi, non tutte le marche più note sono distribuite in modo capillare nei più importanti punti vendita dei più importanti centri urbani. Infatti, il nostro carrello della spesa, inizialmente, era costituito non da 6 ma da 8 prodotti di marca di largo consumo: per 2 prodotti (cereali e birra), i nostri incaricati hanno riscontrato la relativa non presenza in alcuni dei cinque punti vendita oggetto della rilevazione. Un fatto importante che ci ha conseguentemente obbligati ad escluderli dal carrello della spesa in quanto non era possibile poter operare i dovuti ed efficaci confronti di prezzo tra i 2 prodotti di marca in questione nei Paesi oggetto del rilevamento. La distribuzione moderna sembra, dunque, offrire certamente moltissimo in termini di assortimento delle marche ma, forse, non in maniera così completa e “globale” come possiamo solitamente supporre nelle nostre aspettative di osservatori di un mercato globalizzato.
   
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